LIBRI NEL VENTO

Segna questo numero

torna ai racconti

Segna questo numero

Allarga pollice ed indice e prova a definire otto centimetri, fatto?

Ecco, questa è una dimensione. Adesso prova ad immaginare, a vedere un cane.

Un animale adulto, forse due anni, di taglia medio grande, forse.

Adesso vedi una specie di straccio buttato su di un cumulo di rifiuti e vedi questo straccio muoversi piano e lo senti guaire.   Adesso il tuo cuore batte forte ed allunghi una mano e tocchi  quel cane, quel grumo di pelle ed ossa, due occhi vivi.

Chi sei? Come puoi essere ridotto così? Hai fame? Hai sete?      

Ecco prendi. Acqua latte pane uova acqua acqua. 

Luglio del novantasette, quaranta gradi. MariaTeresa si presenta così, si presenta morta, morta ma con gli occhi vivi e beve, beve  vuole vivere.        

MariaTeresa, la suora dei poveri, la sorella di tutti gli affamati dell’India, e lei è affamata e magra.    Otto centimetri.    Per settimane MariaTeresa passerà tra le sbarre di un cancello e quelle sbarre sono larghe solo otto centimetri; dopo venti giorni ha un filo di carne e sembra una contorsionista per come si agita per passare in quegli otto centimetri.       Bisogna allargare il passaggio, si toglie una sbarra: sedici centimetri adesso, una pacchia. Dentro e fuori, si mangia, acqua tappetino coccole. Adesso si vive. Caccia ai gatti, inseguimenti ai toponi, dietro la volpe. MariaTeresa è la signora del piazzale, quella è la sua zona. 

Conosciamo ogni suono, ogni canto d’uccelli, ai rumori diamo una origine.

Passa un anno e c’è un lamento la giù. E’ delicato, sottile, ma è un lamento.

MariaTeresa è diffidente, ed anche adesso, per quest’altro, acqua latte pane uova acqua acqua.

Per molti giorni si lasciano giù e poi compare.   Ecco!          si fa vedere di sfuggita, lì a dieci metri nell’ombra.

Pelle bianca azzeccata alle ossa, come MariaTeresa l’anno prima, ancora più magro se possibile.    Pelle azzeccata alle ossa.  Due mesi di ciotole, di acqua, di discrezione, di pazienza.      

Una sera MariaTeresa scende, guaisce, chiama …… vieni su, fidati. 

Eccolo! Eccoti, una timidissima affacciata e via a scomparire di nuovo.

Tre giorni dopo sul piazzale MariaTeresa è in compagnia e che compagnia.

Una specie di cane magrissimo nudo bianco, gli occhi grandi che sfuggono, che cercano una fuga possibile. MariaTeresa borbotta ma lascia che lui la segua nella grotta. Che santo è oggi? I santi medici: Cosimo e Damiano, ecco lo chiameremo Cosimino perché è davvero magro. 

Passa un anno. Cosimino è un belga nero a pelo lungo, MariaTeresa porta i geni e le forme di dieci razze diverse. Hanno una sola cuccia, due ciotole ma una sola cuccia.   Sono grandi amici.   Sono nostri amici.

E’ festa patronale in città, festa grande.

Queste sono feste che nelle nuove città si possono vedere solo in televisione, ma per viverle davvero bisogna andare nelle città piccole e vecchie, nei paesi.

Luminarie, bande da giro, la cassa armonica per l’opera e per i vecchi.

Bancarelle di cento colori per risparmiare sulle scarpe e sui vestiti e si vendono anche i ricambi per le cucine. Da noi, ma è così ovunque, ci sono le bancarelle con le caramelle, i torroni, le liquirizie e da qualche anno portano anche venti cassette trasparenti con venti bellissime varietà di animali pupi tondini palline puffi autine trasparenti gommose di venti colori.

Bellissime e di certo buonissime.

Si gira per il mercato, ma il pensiero è lì a quella bancarella, la più bella, la meglio illuminata, anche profumata …. di caramello.  Eccoci, si ripassa, ecco c’è un bambino, forse otto anni, alto poco più del piano dove sono quelle bellissime cassette trasparenti, alto quanto me, forse la stessa età ma lui respira e vede caramelle, non deve chiedere, non deve allungare una mano, sceglie e mette in bocca.    

Lui può scegliere venti volte venti gommose diverse e poi ricominciare.  

L’indomani in bici, da solo al mercato,  fermo davanti alle venti bellissime cassette.      “Ce l’hai la bicicletta? Vieni a fare un giro? Ti faccio vedere le grotte, ti va?”

“Ma tu a scuola ci vai? La seconda! io vado in terza, e per i compiti come fai? Nel camion? Beato te che viaggi sempre. Non hai il gabinetto? E ce l’hai un cane?

No! Io ne ho due, stanno liberi nel piazzale, hanno un posto dove stare, entrano ed escono ed hanno una grotta tutta per loro, andiamo ti faccio vedere.”   

“Aspetta prendo due caramelle.”   Le mani, peccato troppo piccole, affondano nella cassetta dei puffi e poi in quella delle girelle, le tasche si gonfiano.

Via, andiamo, si pedala veloci e sono sufficienti otto minuti per arrivare nel piazzale. Una gazza si precipita giù dal parapetto,          deserto,      non c’è nessuno.

“Ma quali cani? Qui non c’è nessuno e fa solo caldo, andiamocene.”

“Vieni, guarda la grotta è questa, MariaTeresaaaa! Vieniiii”

Eccola, fa molto caldo e loro preferiscono stare dentro; sai, nelle grotte è sempre fresco. Cosiminoooo! Vieniii! Eccolo il mio leone nero, te lo avevo detto!

Ma tu come ti chiami? “Damiano, mi chiamo Damiano” “Damiano? Bel nome Damiano.”Andiamo, mettiamoci lì all’ombra. Tira fuori le caramelle adesso. 

Una a me, una a te, una a Cosimino, una a MariaTeresa.  Ora i puffi, uno a me, uno a te, uno a Cosimino,  niente puffo a MariaTeresa, finiti!

Va bene una girella? Speriamo che le piaccia la liquirizia!

MariaTeresa apprezza.  Le ho contate, otto gommose ciascuno. Nasce così una dolce e pelosa amicizia.  Ciao Damiano, ci vediamo l’anno prossimo e porta la bicicletta!

Pomeriggio d’autunno, ha smesso di piovere da poco e ci sono pozzanchere in giro, ma in giro c’è anche Caporale Lucarpu, il feroce accalappiacani, quello che più cani arresta più guadagna. Sono due settimane che tiene d’occhio MariaTeresa e Cosimino. Li vuole, valgono mille euro l’uno.    Lucarpu è assieme a suoi infidi aiutanti, gente che si diverte a fare del male ai cani e se capita anche ai gatti e quando mancano cani e gatti, si divertono a far paura ai bambini. Tute blu scuro, guantoni, stivaloni e occhiali neri anche di notte, sporchi dentro. MariaTeresa è stretta contro una parete, sono in tre hanno i cappi di ferro, Caporale ha un bastone e si tiene dietro, dà ordini secchi. La cagna è veloce, finta di strusciare contro il muro e si infila tra due energumeni, Caporale colpisce duro con il bastone sul fianco, MariaTeresa piange di dolore, gira la testa incredula, perché? Cosa ti ho fatto? Gli occhi pieni di paura, un laccio le serra la zampa posteriore e stringe, tira forte, un altro colpo sul collo, una striscia di sangue, il bastone ha i chiodi. Piange MariaTeresa ed il suo lamento riempie il piazzale, dalla grotta esce Cosimino.      Cosa fare? Cosa può fare un povero cane contro un gruppo di uomini armati che tirano la sua amica?

Cosimino si agita, corre verso di loro, inizia a girargli attorno, mostra una doppia fila di denti, ringhia e si gonfia.

Il leone nero è nella sua savana, deve salvare la sua amica.    

Caporale adesso ha paura, grida, lancia il bastone ….. a vuoto, Cosimino è veloce, MariaTeresa adesso tira, il laccio stringe a sangue ma il guardiano cade e lascia la presa. Cosimino si lancia, un morso, una stretta, quello urla, MariaTeresa scappa con il laccio appeso dietro. Arrivano i bambini, in bicicletta, di corsa gridando “Lasciateli! cosa fate?” Adesso sono i bambini a circondare i grandi, gli gridano contro.

Dalla gamba del guardiano esce un bel po’ di sangue, si scopre il polpaccio, è ben visibile il segno di otto denti aguzzi.  I ragazzini ridono tutti.      

Caporale ci prova “Noi facciamo il nostro dovere, quelli sono cani pericolosi, devono andare al canile, voi andate via” “No! siete voi che dovete andarvene, quei cani sono amici nostri e pericolosi siete voi, vergognatevi.” Un giro di sguardi, un gesto, “Andiamo” ordina Caporale, “Ma Capo’, il laccio, quel cane ha un laccio nostro” prova a lamentarsi uno dei guardiani.      “Siete pari! il cane ha un laccio vostro, ma voi avete un morso suo, andatevene adesso, che noi dobbiamo giocare!” 

Cosimino e MariaTeresa sono rintanati nel fondo della grotta, adesso l’affanno e la paura si calmano, all’ingresso ci sono a difesa i loro amici e forse sono arrivate anche un poco di caramelle, quelle gommose.

 

 

Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Lo sfondo è un'opera di Mario Tata in esclusiva per librinelvento.it
realizzazione siti internet Matera