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UN SIBILO NELLA VALLE

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Un sibilo nella valle

 

Un fischio sottile sale dalla valle, arriva da lì in fondo, è lungo, chiaro, è un richiamo.

Sotto sono rimaste le campane delle mucche ed il vento. E’ il pastore che chiama il capo branco, deve riportare tutti gli animali allo jazzo. La notte scende veloce adesso ed il freddo sta arrivando. La giornata è stata limpida, le erbe ci sono tutte ed anche il sole ha fatto bene il suo lavoro novembrino, di meglio non si può. Le taccole hanno accompagnato le mucche per l’intera giornata, come a fare compagnia, a becchettare vicino ai musi pelosi, le più coraggiose pure a salirci sul groppone e quelle “viiiiaaa” con la coda, infastidite.

Si rientra piano, fanno tutto piano le mucche. Masticano e ti guardano, piano.

Salgono per viottoli strettissimi, piano. Scendono anche piano. Tiri loro una pietra, due passi veloci e poi, piano. Con le mucche si va piano, ma si sa che poi si arriva.

Nel fondo della valle le campane si chiamano tutte; avanti c’è Rocco e subito dietro la Pina.

Sono una garanzia da molti anni, la loro carne non vale per quanto sono bravi a guidare tutta la mandria, loro non saranno portati al macello, fanno il lavoro di due albanesi e costano meno, anzi non costano affatto. Tutte dietro le mucche, quasi in fila e sembrano distratte quando allungano la lingua sui rametti più bassi del perastro. Piano, stanno rientrando piano. Ci sono pozze d’acqua più larghe e passaggi scomodi nel torrente, ma facendo piano si passa tranquilli.

Le cannucce sono più fibrose e tagliano un po’, però sono saporite ed aiutano la seconda masticazione, tornano su che è un piacere. Ora il pastore le precede dall’alto, deve sistemare l’ingresso dello jazzo, tira forte alla sigaretta e va spedito.

Mmmhhhuuuuuuhhhhm!!! un grido di mucca. Un grido!

Mai sentito così, neanche al macello, nooo! Un grido proprio come al macello, quello è un grido di morte.

Una cosa nera è schizzata fuori dall’acqua, il terrore ha fatto sbattere la gallinella contro i rami del cespuglio, un piccolo grido ggnnhhhiiii!! crolla con un ala spezzata, ora nella pozza gira impazzita di dolore e muore nascondendo la testa nell’acqua.

Le mucche là sotto sono scappate tutte! Si sono slanciate avanti veloci, sono partite verso l’alto ma la parete è chiusa, uno zoccolo si spacca contro le rocce, sanguinano le zampe, le mucche si feriscono con le corna abbassate, ma avanti, nell’acqua più profonda, e… mmhhuuuuu, mhhuuuuu, mmhhuuuuu, le campane sbattono mhhuuuuu, scivola anche Rocco e ….mmhhhuuuuuu sangue. La pozza è rossa, sangue, fango bava sangue schiuma.

Si muove tutto là sotto, strisce di sangue e si vede, si vede, ecco…maledizione…che cosa è? Una macchina? Un mostro? Una massa scura scivola silenziosa nell’acqua grigia.

Qualunque cosa sia, si è tirata sotto una mucca da sei quintali, la rompe mmmuuhhhhmmm, strappa una coscia, straccia il collo, sangue e acqua scura, sangue e fango, lì nel torrente, ed ora……ora silenzio.

Le campane al collo delle mucche sbattono, ma c’è silenzio, non si sentono, tutte tornano in fila, piano. Rocco avanti, cammina piano, trascina un ramo conficcato nel fianco, un filo di sangue lucido scende piano dal fianco gonfio, ma è lì davanti.

Lui non ha visto era avanti, non ha capito, ha sentito l’urlo di morte, non ha capito.

Gli occhi di Rocco sembrano chiedere scusa. Non ho visto, non ho capito, ero lì avanti. Rocco il toro ha lo sguardo buono. Anche il pastore quasi non ci vede, si sono attaccati gli occhi nella corsa verso il fondo, la bocca fredda, il respiro che non ce la fa, il cuore che sbatte.

Mezza mucca è lì sul bordo del torrente, è Marta. La testa è attaccata solo per la pelle ed il collare di legno ora è vuoto, la campana non c’è. La pelle è strappata, la pancia è aperta, il vitellino è lì rosa e bianco non ancora nato, rotto anche lui, fumante, quella massa di budella grigia arriva nell’acqua. Piano, nell’acqua, al centro un rivolo rosso scorre piano.

Esce uno zoccolo a galleggiare con un pezzo di gamba. Silenzio.

Maledizione! Cosa è successo? Ora il pastore si guarda attorno, ora ha paura.

Piano. Un passo indietro, stringe forte il bastone. Si piega lentamente, tocca un brandello della sua mucca, indietro, deve avvisare…… chi deve avvisare? E cosa deve dire?

E’ sparita mezza mucca. Qualcuno ha ucciso e squartato una mucca nell’acqua.

Indietro. Il pastore è osservato.

Dietro le canne, sotto il tamerice due occhi grossi, lucidi, felici, lo guardano.

Il pastore si sente osservato ed ha paura, una fifa vera, grigia.

Le mucche sbuffano nervose, resteranno fuori dallo jazzo questa notte e ci sono venti luci nel fondo del torrente questa notte. Ognuno chiama, tutti hanno paura dentro.

Si danno voce per darsi coraggio, per non perdersi, davvero. Ecco ci siamo, è stato qui!

Un masso tra grandi pietre, una roccia che sanguina. Una grossa vena aperta, col sangue rosso e nero lucido gonfio, azzeccato alla roccia. Guardate, qui! c’è la mucca.

Ora la pancia aperta non fuma più, è tutto nero, grigio, fango e sangue nero una massa che a guadarla fa senso, eppure è lì morta. La faccia di Marta esce tra quelle rocce, non rumina, non respira, solo un grosso occhio è lucido, nero. Eppure la faccia di Marta è serena, non è lei a fare paura. Se non fosse l’occhio lucido a ricordare la sua vita, sarebbe solo massa informe per i vermi.

La paura sale piano, lungo la spina dorsale e fino alla testa, la paura sta salendo piano in silenzio. Passano diversi secondi e nessuno fiata, i respiri sono lenti.

Una sigaretta. Ecco! Fammi accendere. Ma chi è stato? Una roba così solo nei film, nei documentari, una roba da coccodrillo. Calma, calma, non ci sono i coccodrilli qui da noi, qui non vivono, non diciamo fesserie, calma.

Un cane randagio, ecco, è persino possibile un lupo. Ma quale lupo! Siamo troppo vicino alla città ed è ancora caldo, un lupo poi non caccerebbe mai una mucca nel branco.

Allontaniamoci di qui, piano. Torniamo per una battuta domani mattina, fate luce, andiamo ora e sia chiaro per tutti, silenzio! nessuna parola con nessuno. Mi raccomando, silenzio.

Ma allora chi è stato? Chi può essere stato? Ora, è pericoloso per tutti.

Attenti a non scivolare nel torrente!

Attenti a non scivolare nel torrente? Cavolo! ora sì che c’è da avere paura.

Le luci risalgono veloci sicure, non sanno di essere seguite da due occhi che da sotto il tamerice guardano e sorridono. Due occhi sazi, per ora.

Quella notte gli occhi accompagnano il corpo sazio del coccodrillo, il vero drago, alcuni chilometri più giù. Non mangiava da venti giorni, l’ultima preda era stata una capra vecchia, roba da poco. Ora si poteva stare tranquilli per almeno quaranta giorni.

Una battuta seria, con un posto di comando, le radio ed un elicottero. Tutti i capi in divisa, le televisioni ed i veterinari, come da copione.

Mi raccomando -Silenzio con tutti!- si era detto!

Nel fondo del torrente ora ci sono almeno 78 militari con almeno 7 divise diverse ed ogni divisa comanda sulle altre. All’inizio fanno tutti attenzione all’acqua, poi dopo due ore, stanchi, quasi ci si fa il bagno nel torrente.

Attenti! Ci sono i draghi, ci sono pure i piragna ed uno ha visto un anaconda. Pochi ridono.

Ma chi può aver macinato una mucca così.

Divieto di escursione, di passeggio, di raccolta lumache, divieto di rucola. Divieto di girare da queste parti.

La storia della mucca straziata nel fondo del torrente finisce qui.

 

Si aggiunge solo la dichiarazione che il capo dei veterinari, con il camice bianco d’ordinanza, rilascia serio alla stampa ”Dall’esame dei reperti bovini risulta che un carnivoro, dotato di una forte dentatura, ha ridotto la mucca a brandelli, stiamo eseguendo ulteriori accertamenti per escludere che il carnivoro in questione sia affetto da rabbia o scabbia. Invitiamo la cittadinanza a mantenere la calma ed a fare le vaccinazioni del caso”

-“Scusi, signor capo veterinario, quali vaccinazioni? per quale caso?”

–“Nel caso la cittadinanza fosse sbranata da un carnivoro con la scabbia o con la rabbia è meglio aver fatto prima la vaccinazione, è chiaro, no?”

 

Non è chiaro per niente. Ma si va chiarendo che il nostro coccodrillo ha fatto un piccolo errore. Aveva resistito venti giorni senza mangiare, se avesse avuto un po’ di pazienza in più e ce lo avesse chiesto educatamente, avremmo provveduto noi a portargli un capo macellaio veterinario bello crudo su di un piatto d’argento e……

dopo il servizio, dal fondo del torrente, saremmo risaliti anche noi piano,

fischiettando.

Però, averci un drago moderno giusto qui vicino casa….., che fico!

 

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Lo sfondo è un'opera di Mario Tata in esclusiva per librinelvento.it
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