LIBRI NEL VENTO

Nessun vento nel carcere di Secondigliano

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Mille pensieri, trentadue persone vive, tre racconti, colori, sogni, bandiere, sorrisi, tristezze, nostalgie, divise, cancelli, sbarre sbarre sbarre, pioggia e sole, ma niente vento.

La paura. La paura può fermare il vento?

Sembra di si. Sembra che la paura dei pensieri sia fortissima.

Dal carcere non possono uscire le persone, non possono uscire i criminali, i detenuti, i carcerati, ma non debbono uscire neanche i pensieri, le immagini, i sogni.

Chi potrà impedire a Sebastiano, a Massimo, a Ciro di sognare a colori?

Possono coprire con il nero o con il grigio cemento tutti i muri, tutte le porte ma come potranno mai mettere il nero o il grigio sui sogni dei carcerati?

Domani il vento porterà lontano i racconti ed i pensieri delle trentadue persone criminali che ho incontrato nel carcere di Secondigliano. Loro hanno affidato a trentadue fogli di stoffa colorata le storie del pane, delle rondini, delle spiagge, dei poveracci comprati e venduti, le porte  e le sbarre chiuderanno fuori il vento, ma quei pensieri sono già fuori dal carcere ed il vento soffia più forte.

Che i loro sogni siano pieni di colori e di vento.

 

Ho visto tre giovani detenuti pulire i muri del carcere. Ho visto tre schiavi danzare azzeccati al muro grigio con spugne sporche e detersivi pungenti, ho visto due guardiani severi nella faccia e nel compito, ho visto tre ragazzi/scimmie tristi, ballare un ballo triste.

Nessuna musica, nessun canto a Secondigliano.

Ma ho visto i sorrisi delle insegnanti, il carcere di Secondigliano ha i suoi fiori.

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Lo sfondo è un'opera di Mario Tata in esclusiva per librinelvento.it
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